domenica 6 gennaio 2019

Prealpi Luganesi




E' un classico dei miei giri invernali, anche se a dire la verità era da un po' che non mi spingevo fino ai 1.576 metri del Rifugio Venini. 

Adoro questi luoghi ma ci vengo solo in inverno, perchè odio il carnaio generato dai crucchi e i milanesi che nella bella stagione ingolfano queste valli. E poi d'inverno il paesaggio diventa più aspro e selvaggio e mi piace ancora di più.

Ho approfittato di una bellissima giornata col cielo terso e temperatura mite (grazie al favonio, che non è una espressione volgare ma il tipico vento caldo e secco che a volte soffia giù dalle montagne).


Un fiordo norvegese? 
No, il Lago di Como visto dalla strada che conduce al paesino di Pigra


domenica 16 dicembre 2018

Buoni propositi per l'anno nuovo


Riuscire a macinare più chilometri e fare almeno una parte di questo giro. Almeno fino al Bernina.





Grande Jhonny il vagabondo! 

Quest'uomo è un outside melon di prima categoria. La domenica parte alle quattro del mattino per farsi dei tour de force da 8/10 ore in sella, in media percorre 100.000 km all'anno (si, centomila) e credo che gli abbiano trapiantato delle chiappe di cuoio per riuscire a macinare tutta quella strada.


 Alte percorrenze



Nel frattempo io vado nei ritagli di tempo.
Ieri giornata spettacolare ma mooolto fredda.
Sono partito alla volta del Monte Tamaro ma a metà salita i guanti riscaldati hanno smesso di funzionare. Tragedia. Mai fidarsi troppo dei marchingegni elettronici, ma i guanti riscaldati sono l'unica soluzione veramente valida per tenere le mani al caldo con temperature prossime allo zero. Ho provato di tutto: manopole riscaldate, coprimanopole in pelo (meglio conosciute  come "le moffole"), guanti e sottoguanti di tutti i tipi. Poi ho provato questi e ragazzi, viaggiare con le mani al caldo come dentro a una stufa è proprio una figata. Peccato che si sono rotti ancora. Si, perchè non è la prima volta che mi mollano per strada lasciandomi in preda ai "geloni", ma mentre l'altra volta me li hanno sostituiti in garanzia, ora mi tocca buttarli. Dovrei escogitare una soluzione più affidabile contro il freddo ma di alternative al momento non ne vedo.


 Sosta sulla terrazza panoramica della Forcora. 
Sono le 16.00 e il sole sta calando. Notare l'affollamento di gente, d'altro canto senza neve nessuno viene fin quassù a prendere freddo. C'ero solo io e un signore che tagliava la legna. 
"Al fà fredo, eh?". A me lo dice...




 Alcuni chilometri più in basso, sosta al sole per far scaldare i guanti (infilandoli nella carenatura vicino al radiatore :D). 
La strada che porta alla Forcora è una sorta di "Piccolo Stelvio" tutta curve e tornanti in rapida successione, molto divertente.
Nonostante il freddo, ne è valsa la pena.





 

giovedì 6 dicembre 2018

Francesi brava gente








Oggi stavo leggendo su Motociclismo (versione cartacea) un articolo del Ciaccia dove racconta di questa vicenda:


Fidanzati morti in moto sulle Alpi marittime, trovato dopo due settimane il corpo di lei 


Lo scorso luglio una coppia di italiani, in sella alla loro moto, arrivano dritti ad un tornante sul Colle della Lombarda e finiscono contro il parapetto di un ponte. I due sventurati vengono catapultati nel torrente sottostante, in quel momento in piena, mentre la loro moto rimane sulla strada. Lui viene ritrovato (morto) subito, incastrato tra le rocce, lei è scomparsa. I soccorritori francesi la cercano per qualche giorno, poi lasciano perdere. I parenti della ragazza decidono di proseguire da soli le ricerche, senza aiuto, fino a quando non trovano il corpo di lei. 
Si tratta di una vicenda incredibile e vergognosa, sia per il menefreghismo delle autorità francesi, sia per il fatto che in italia si è parlato poco o niente di questo scandalo. 

Mi domando come si sarebbero comportate le autorità e i soccorritori se la ragazza, anzichè italiana, fosse stata francese.





lunedì 12 novembre 2018

martedì 6 novembre 2018

Seghe


  


Scusate se mentre ascolto questo album mi faccio una sega e penso alle abilità compositive/creative di guè pequeno.



martedì 30 ottobre 2018

Troppa plastica!!11!!





Tetyana, marca giù che le pinze dei freni le voglio rosse. Gialle mi fanno ribrezzo.


Piesse: no davvero, ma quanta plastica c'è su questa Ferrari? 
Apri il cofano e tutto attorno al vano motore è impestato di plastica, come sulla Punto. I finti-copri terminali di scarico inglobati nel paraurti posteriore non si possono guardare, pure sulla 500 Abarth sono riusciti a fare di meglio (e i veri terminali di scarico sono a vista... cazzo!) 
Gli interni: capisco che questa non è una sportiva "pura", quindi non si poteva esagerare troppo col carbonio, il kevlar e altri materiali nobili, ma un po' di pelle in più e qualche inserto in alluminio aggiuntivo non ci sarebbero stati male. Boh, sono perplesso.




lunedì 29 ottobre 2018

......





Ha senso ascoltare Comfortably Numb con le orecchie tappate?

A casa mia l'influenza ha già colpito duro: sono àfono, sordo e mi sento come se avessi dormito sotto la ruota di un camion. Non esco di casa da 3 giorni e l'unica consolazione è che il tempo fa schifo. 

Niente crisi da astinenza da ferruginosa. 

In compenso avrei un altro tipo di "crisi" da dover placare. E lo ammetto: sono un debole. 

Se è vero che la resistenza alla tentazione è la vera prova del carattere allora io sono proprio una sega, c'è poco da dire.



Tornando ai Pink Floyd il primo album che ho acquistato, me lo ricordo bene, era "A Momentary Lapse Of Reason". 

Che poi, quando uno dice "album" pensa subito al vinile ma in realtà io comprai la cassetta, perchè avevo solo il registratorino portatile. 

Le cassette ancora oggi hanno un loro perchè. Come ricordava Jeremy Clarkson l'altra sera, parlando di una vecchia autoradio mangianastri, "il bello delle cassette è che non ci puoi trovare dentro della musica di merda"
Se ci pensate bene non è che abbia tutti i torti.

Comunque anche oggi me ne sono stato sul divano, ho guardato la Motogp sulla RSI. 

Sono fortunato, non sono costretto a guardare le gare sul Canale 8 e dovermi sorbire due minchioni che sbraitano senza motivo fino alla bandiera a scacchi, facendo battutine da coglione. Ma soprattutto sulla RSI ti fanno vedere tutta la gara senza banner e senza un nanosecondo di pubblicità (o "riquadrino" che dir si voglia) e puoi goderti il rumore del motore durante le riprese on board senza che qualcuno ci parli sopra.

Ad ogni modo la gara è stata abbastanza movimentata. Zarco non so se avesse assunto droghe ma nei panni della direzione gara l'antidoping glielo avrei fatto. In fondo al rettilineo di Phillip Island si arriva a circa 340 Km/h e Zarco se ne stava pacifico a due millimetri dalla honda di Marquez. Questi sono i risultati..



Domani Zarco dovrebbe andare ad accendere un cero alla Madonna. 

Marquez non ha mai subìto una battuta di arresto durante tutto il campionato e proprio oggi, col mondiale in tasca, si ritira "grazie" al francese che ha pensato bene di"atterrare" sul codone della sua Honda, distruggendogli il telaietto. Va be', è anche vero che per vincere ci vuole un po' di fortuna.

Rossi ormai lo vedo sempre più sul viale del tramonto. Con Vinales sul gradino più alto del podio, sono finite anche le scuse.


E con questo non ho nient'altro da aggiungere.
Rileggendomi, credo di poter dire con certezza che questo sia uno dei post più brutti della storia dei blog. Ma purtroppo sono malato, in stato confusionale e oltretutto sono àfono, non posso parlare e l'unica forma di comunicazione che posso usare è la scrittura. 

Sossorry.

lunedì 8 ottobre 2018

40 anni




 


Oggi mentre passavo sotto un enorme cartellone con la faccia di Emis Killa, mi è venuto in mente che quest'anno si festeggiano i 40 anni della pubblicazione del primo album dei Dire Straits. 

"Brothers in Arms" è stato il primo che ho comprato. 
Avevo tredici anni. 
Andavo a scuola con una Bianchi BMX coi pedali di ferro che non mi durarono molto, perchè mi divertivo a fare le scintille strisciandoli sui bordi dei marciapiedi. 
Mio padre voleva incatenarmi al termosifone.