lunedì 9 aprile 2018

ROBOT Vs GRATTACULO


  
Inglese Maccheronico o al Sushi? :D



E' già da alcuni anni che Yamaha sta sviluppando "Motobot", un progetto di androide pronto a sfidare (e possibilmente battere) i piloti in carne ed ossa. Niente di così stupefacente, se consideriamo che ormai ci stiamo abituando a vedere i robot applicati alle attività più disparate.

Per il momento il paragone è ancora impietoso (qui il responso del cronometro ). Un gap di 32 secondi in un circuito in cui un essere umano (se così vogliamo classificare Valentino) gira in 85 secondi totali è ancora una enormità. Significa che in un circuito da mondiale come il Mugello, dove il record della Motogp spetta a Marquez in 1'47"639, il ritardo di "Motobot" potrebbe crescere fino a superare i 45 secondi.

Sarà comunque interessante osservare la vicenda quando Motobot, prima o poi, arriverà ad avvicinarsi fino a un secondo dai migliori. Come ogni pilota sa, infatti, sono gli ultimi decimi di secondo i più difficili da battere, quando devi correre sul filo del rasoio (e anche oltre) per "limare" i centesimi.

Chissà poi se in futuro, quando i robot saranno diventati abbastanza "maturi" e veloci, li vedremo gareggiare insieme agli "umani". Forse sarà divertente osservare le reazioni degli androidi  all'imprevedibilità della natura umana, ovvero all'ambizione e alla grattaculaggine* di certi piloti con il coltello tra i denti. In altre parole, come reagirebbe un "Motobot" alle sportellate di un Marquez come quello visto ieri?







*Grattacùu (lett. gratta culo) Pedante, rompiscatole. 
Dalle mie parti dicasi anche di un Rossi che prende per il culo "Motobot" :D


4 commenti:

  1. La gente non guarda le corse per la prestazione pura, le guarda perché spera di vedere il combattimento tra gli eroi e il sangue, come nelle arene romane, negli stadi con le bighe o nelle giostre medievali. Quindi le corse tra macchine saranno prive di interesse.

    Tra l'altro adesso auto e moto da corsa sono concepite per il "limite" di cui sopra, non per andare forte in assoluto. Il "limite" è un compromesso "ragionevole" tra morte sicura e passeggiata. E' ovvio che è un gioco di equilibrio e di equivoci.

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    1. E' giusto affermare che le gare senza la componente umana non avrebbero senso, nessuno le guarderebbe.

      In Formula 1 penso che sarebbero già in grado di lasciare a casa i piloti e mettere in pista solo le auto. Per le moto la situazione si complica perchè è un mezzo in costante equilibrio precario, con delle reazioni brusche e imprevedibili che richiedono correzioni veloci, repentine. Quindi al momento la soluzione più performante è ancora quella del pilota che viene aiutato dalla elettronica di bordo (controllo di trazione, anti wheeling, eccetera). Allo stato attuale credo che per ottenere il risultato la moto conti un 60% contro un 40% del pilota.

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    2. Come scrivevo sotto, quando pensi ad ottimizzare una macchina devi pensare anche ad ottimizzare il contesto. Quindi piste tutte identiche, magari al coperto, oppure si corre solo quando le condizioni sono tra X e Y. Poi quando dici "moto" te pensi alle moto attuali, quindi il robot deve essere "uguale" a Rossi ma niente vieterebbe di mettere altre ruote o di cambiare completamente la distribuzione delle masse, una volta eliminato il pilota. Di conseguenza, tutto potrebbe essere diverso, tipo che ne so, i freni. Dai e dai, diventa tutta un'altra cosa rispetto ad ora.

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  2. I veicoli automatici implicano la "normalizzazione" del contesto dove operano, come i robot nelle fabbriche. Oppure, devono essere macchine assassine, come i veicoli militari e sfruttare il lato "economico" di essere "spendibili". La via di mezzo non si da.

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