martedì 1 agosto 2017

WHY I RIDE [ Schaff ]


 






15 commenti:

  1. Un modo di andare in moto troppo pericoloso e impossibile dalle mie parti causa il traffico. Domenica ho fatto un giro in moto (ok, in scooter dietro due moto) nella zona prealpina del Varesotto e non me lo sono goduto perché dovevo stare attento alla strada. Andavo piano eh, entro i limiti, altro che pieghe orecchio in terra e curve cieche.

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    1. Eliminiamo i cagers dalle strade!!!!1111
      O in moto o a piedi! ;)

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    2. Ci sono due problemi fondamentali.

      1. sovrapopolazione della Lombardia.
      Fai conto che in Lombardia vivono e lavorano più persone che in tutta la Svezia. In più, siccome devono pagare le nostre pensioni e devono fare i lavori che nessuno vuole fare, importiamo a milioni i "nuovi Italiani".

      2. abitudini hollywoodiane.
      La gente è condizionata a concepire la vita secondo i "modelli" che gli vengono imposti dai "media". Per cui formicolano tutti in giro per soddisfare questi "pseudo-bisogni". Se vediamo con che criteri sono progettati i veicoli, auto, moto, anche le biciclette, è chiaro che non servono ad uno scopo pratico ma a solleticare l'immaginario, per cui poi si va a comprare il gelato nel baretto del paese col SUV con cui potresti portare l'acqua scooter sulla spiaggia della Namibia, anche se non hai ne uno ne l'altra o con la moto "racing" con cui potresti sfidare Valentino Rossi ma lui non è abbastanza scemo.

      Siamo troppi e troppo scemi, se ci fossero in giro solo moto sarebbe più o meno uguale, tranne che occupano meno spazio e se fai una cagata poi te la ricordi tutta la vita.

      Devo dire che a me la gente fa abbastanza paura, proprio a partire dalle piccole cose quotidiane. Perché se non c'è senso in quelle, figurarsi il resto.

      Come scrivevo sul mio blog, la maggior parte della merda nella quale nuotiamo origina dal "relativismo" del "non c'è niente di male" e "bisogna valutare caso per caso", ovvero che non ci sono e non ci devono essere principi "assoluti" a regolare il nostro vivere. Il risultato è che ci pisciamo in testa l'un l'altro.

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    3. Le ragioni elencate nel video:
      1. la "fuga". Ovvio e condivisibile ma qui non c'è spazio e forzarne uno significa correre dei rischi inaccettabili.

      2. il "brivido". Non lo condivido affatto e anzi, chi va in moto per strada cercando il "brivido" è ovviamente un pazzo pericoloso per se e per gli altri.

      3. la "eccitazione" (ma io tradurrei in "emozione"). dipende da come la intendi. Per esempio un conto è andare a scoprire angoli particolari o percorrere strade insolite in condizioni insolite, insomma l'emozione di uscire dal quotidiano e scoprire dimensioni differenti. Un altro è pendere verso il "brivido" di cui sopra o anche banalmente la soddisfazione di farsi guardare dagli amici del baretto perché si sgasa li davanti vestiti da astronauti.

      4. le "chiacchierate". Un problema/caratteristica della moto è che viaggi chiuso con te stesso nel tuo casco. Un po' una contraddizione.

      5. lo "stare fuori". Torna al punto 1.

      6. la "avventura". Andare in moto nei boschi è da scemi per centomila ragioni. Preferirei la "avventura" di andare in posti dove non sei mai stato ma usando strade e stradine.

      7. la "amicizia". Dipende dagli "amici".

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  2. Eh, ma te l'avevo detto che siamo in troppi a vivere in un fazzoletto di terra...

    Chissà perchè non mi sorprende che il video dei ragazzi crucchi ti abbia "leggermente" indignato :D , d'altra parte non si può negare che vadano in giro con il polso un po' pesante. Io però non me la sento di "bacchettarli" perchè fino a una decina di anni fa certe "evoluzioni" le facevo anche io. Poi un po' mi sono calmato (o dovrei dire che sono maturato) e ho scoperto che andare in moto non significa soltanto raschiare le pedane sull'asfalto. Tuttavia non voglio fare nemmeno l'ipocrita, direi una balla affermando che mi sono redento completamente diventando uno stinco di santo. Se trovo una strada un po' scorrevole e senza traffico sciolgo le briglie ai cavalli, cercando di tenermi nel taschino un certo margine di sicurezza (che tradotto significa che volendo potrei andare anche più forte ma non sono così pazzo e sopratutto ci tengo a tornare a casa integro). Tutto sommato io penso che sia questione di trovare un equilibrio tra il "buon senso", la conoscenza delle proprie capacità e l'educazione. Ad esempio, nei centri abitati o in città si va piano, idem quando c'è molto traffico perchè il rischio numero uno sono sempre le automobili. Lo scarico omologato per non rompere le palle alla gente (in particolare se si va spesso in montagna, perchè sono anch'io un camminatore e so cosa vuol dire...). Con una condotta "accorta" ti puoi godere la moto e renderti "invisibile" agli occhi di eventuali moralisti o eco-fondamentalisti che vorrebbero imporre a tutti di andare a piedi, in bici o sui mezzi pubblici (in Italia, poi... va beh). E quelli si che mi fanno paura.

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    1. Precisazione: quando parlo di andare in montagna intendo su strade regolarmente aperte al traffico..

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    2. Indignarsi significa considerare una cosa o una azione "indegni", quindi disprezzare la cosa o la persona.

      Io non mi indigno, osservo la dissociazione, la separazione tra fantasia e realtà e tendo a pensare che la follia, quando è comportamento di massa, quindi si confonde con la "normalità", è estremamente pericolosa.

      Si comincia con i concessionari che vendono moto, auto, biciclette, qualsiasi cosa, che, come dicevo, sono progettati per solleticare le fantasie del potenziale cliente "proiettandolo" in una realtà alternativa dove non esistono i limiti fisici del mondo reale in cui il cliente vive. Banalmente, c'è gente che ha nel box una moto che può fare i 300 all'ora durante una gara di Superbike e poi ci va nel weekend a fare il giro del lago su una strada larga meno di 10 metri per due carreggiate, che passa nel soggiorno delle case abbarbicate sulle sponde. Una strada dove trovi il trattore col fieno, la corriera, il vecchietto che fa la spesa, la mamma che porta i figli a scuola, eccetera.

      Si finisce con la gente che, complice la scemenza giovanile o semplicemente l'ignoranza, non ha impresso nel cervello che un oggetto che viaggia a velocità X con massa Y ha bisogno di una distanza K per potersi fermare e che, viceversa, l'oggetto di massa Y, che si muove a velocità X, se sbatte contro un ostacolo lo fa con l'inerzia K, normalmente sufficiente a tagliare in due un carro armato, col risultato di trasformare cose e persone in marmellata.

      Una volta i ragazzi che volevano provare il "brivido" si imbarcavano e cercavano l'avventura sul mare o nelle colonie, fuori dai coglioni. Non te li trovavi a fare le penne davanti al bar sotto casa o sparati in mezzo alla curva.

      Perché, come dicevo, una volta si aveva la percezione della "follia" e della necessità di tenerla separata, concettualmente e topologicamente, dalla "normalità".

      Infine, sottolineo che la "avventura" era privilegio delle aristocrazie. Gli altri si dovevano preoccupare di sopravvivere in condizioni "normali". Un'altra menzogna del mondo contemporaneo è questa, che siamo tutti "uguali" e quindi tutti principi e principesse. Da cui ancora, non potendo andarsi ad ammazzare in capo al mondo perché Lunedi si lavora, si mette in scena l'epica cavalleresca in versione pantegana tra le case e gli arnesi del quotidiano.

      Secondo te in cosa consiste la "virtù", ovvero la forza dell'uomo? Consiste nelle scelte che fa e nell'essere coerente con queste scelte. Tu scegli che moto usare e come usarla. Sei tu che hai la "virtù" dell'uomo o quella del ragazzino. Perché non siamo affatto tutti uguali, quella è una menzogna.

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    3. Eh beh. Grazie di avere chiarito di non essere indignato, si capisce perfettamente dal tono di questo commento :D

      La virtù. Diffido sempre da chi dice di non avere vizi..

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    4. In digitus medius stat virtus!!111111

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    5. Che due coglioni però ogni volta sbattere contro il fatto che la gente è educata a non pensare e a non argomentare.

      Dai, la prossima volta per non essere "matusa" (vedi Elio) commenterà con "yeah, figata", mi devo documentare sul gergo giovanile corrente che sono rimasto alle Tepa (vedi Elio).

      Nel frattempo ti dico che qui non ci si può indignare perché coi "motociclisti" si ha a che fare con dei BAMBINI. Adulti-bambini. Casomai ci si potrebbe indignare per il fatto che esista un meccanismo predisposto a fabbricare gli adulti-bambini ma questo riguarda tutto il vivere, non il fatto che un cretinetti faccia il GP sul lungolago.

      Mi tocca anche spiegarti che il concetto di "virtù" NON esclude affatto il concetto del "vizio", anzi, nella tradizione antica gli eroi avevano somme virtù ed indulgevano anche in sommi vizi. Per dire, un Aristotele o un Alessandro il Grande lo prendevano in culo (forse, io non ero li a guardare).

      Il punto è che se tu sei Aristotele o Alessandro il Grande, qualsiasi cosa tu faccia, compreso prenderlo in culo, ricade nell'ombra che proietti, che è appunto molto grande. Se invece sei un impiegato di banca anonimo e hai una ombra molto più piccola, quello che fai cade fuori. Ovvero, non ti puoi permettere di avere grandi vizi con piccole o nessuna virtù perché diventi un personaggio dei cartoni animati.

      Yeah, figata.

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    6. I due coglioni li stai facendo venire tu a me.
      E siccome la pazienza non fa parte delle mie virtù, ti chiedo gentilmente di piantarla di rompere il cazzo con le tue "perle" filosofiche.

      Distinti saluti e mi raccomando, vai piano con lo spooter.

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    7. Tanto si tratta solo di aspettare e le cose vanno a posto da sole. Quindi aspetta e vedrai.

      Essendo ormai vecchio e disilluso, so già che quando arriverai al punto di vergognarti del video di cui sopra farai come San Giuseppe e dirai "Io? Chi? Non conosco, mai sentito". Oppure come i compagnucci dirai "non rinnego il passato ma ho cambiato idea".

      Intanto oggi ho fatto mente locale al fatto che il signor Saviano è ebreo come il signor Soros. Chissa se vuol dire qualcosa.

      Riguardo lo scooter, l'ho comprato per andare al lavoro, non certo per farmi i selfie col bastone mentre faccio le penne con gli "amici" nel weekend.

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    8. San Pietro, non Giuseppe. Vabe, mi serve un caffe.

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    9. Mamma mia, Lorenzo. Quando ti ci metti sei peggio di un pugno nel culo.

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    10. Essendo ormai vecchio e disilluso, so già che quando arriverai al punto di vergognarti del video di cui sopra farai come San Giuseppe e dirai "Io? Chi? Non conosco, mai sentito". Oppure come i compagnucci dirai "non rinnego il passato ma ho cambiato idea".

      Mah.. e chi può dirlo.

      Non ho la sfera di cristallo e non posso sapere cosa mi andrà di fare tra 2,3,5, 10 anni. Magari un bel giorno mi stuferò di girare in moto e andrò a giocare a bocce al circolino, insieme ai pensionati del paesello. Una cosa però te la posso dire con certezza: quando sfoglio l'album dei ricordi osservo le immagini e non provo vergogna, tant'è che alcune foto le ho anche incorniciate e me le guardo con soddisfazione quando mi riposo sul divano. E penso semplicemente che mi sono divertito e non mi pento di nulla. Chissà se magari è anche per questo che non sono diventato un rosicone.

      Domani se Dio vuole vado a farmi due pieghe in montagna, ti penserò mentre consumo gli stivali sui tornanti.

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