lunedì 12 giugno 2017

Altro R.I.P.






Tanto per dare un'idea di quanto stia vivendo fuori dal mondo.

Partecipo scoglionatissimo a un matrimonio e vengo a sapere che Chris Cornell è morto da quasi un mese. Da quello che mi dicono sembra si sia impiccato dopo avere fatto una indigestione di antidepressivi. A 52 anni. 

Così su due piedi la prima impressione è di stupore ma è una sensazione che dura due secondi. Ormai sembra la prassi, l'ineluttabile per una rockstar. E' un po' come sentire la notizia di uno che si è schiantato nel base jumping perchè non si è aperto il paracadute, sai che il rischio c'è e allora non ti sorprendi più di tanto. E quindi per un Ozzy Osburne che nonostante tutto è ancora in vita a settantanni, c'è un Chris Cornell che al di là delle apparenze di una vita di successo, in cui sembrava ancora vivere il suo sogno, con la fama, le donne, i figli e i milioni in banca, non ce la fa a sostenere il peso delle proprie dipendenze, i propri incubi o chissà cos'altro.


    
 Lirico e intenso, duro e psichedelico.



Artisticamente parlando, per me Cornell era già morto dai tempi del primo scioglimento dei Soundgarden, nel '97 o giù di lì. Poi c'è stata la parentesi con gli Audioslave ma era un gruppuscolo troppo patinato e la musica era vuota, priva di personalità, sapeva tutto di già sentito e non mi dicevano un granchè. La voce tiratissima dei vecchi tempi se ne era andata a seguito di una operazione alle corde vocali. I Soundgarden li vidi per la prima volta dal vivo a St. Gallen, in Svizzera, nel '91 circa. In quel periodo la voce di Cornell poteva infrangere i cristalli di una vetrina antisfondamento, era bestiale, impressionante. Dal vivo i soundgarden erano da brivido, una band coi controcazzi capace di coinvolgere anche chi non era proprio un estimatore del genere. Peccato che nessun file MP4/HD potrà mai riprodurre quelle stesse sensazioni.




Poco sopra dicevo che sono stato a un matrimonio. Lo sposo è un mio amico che ha ceduto anche lui alle pressioni della fregna e ha deciso di rovinarsi. Il matrimonio non è stato male, all'inizio sono partito davvero scoglionato perchè avevo bisogno di riposarmi un po' da certe fatiche e avrei preferito starmene a casa. Poi dopo la cerimonia mi sono ripreso. Il ristorante era bello, una sciccosa ex-casa di caccia rimessa a nuovo immersa in un parco gigantesco, con piscina a diposizione per chi volesse farsi un tuffo, cosa gradita vista la giornata da trenta gradi all'ombra. Io e altri abbiamo portato il costume e nel tardo pomeriggio ci siamo fatti una nuotata. Tra gli invitati, non potevano mancare i soliti dementi che ti rompono i coglioni con la classica domanda "e tu quand'è che ti sposi??" Risposta: mai, perchè sono troppo intelligente e sono troppo stronzi gli altri per darmi alla monogamia. E quindi vado avanti a vivere da quarantenne facendo le stesse stronzate di quando ero ventenne, in un limbo di piaceri, egoismo e solitudine. Un dramma senza fine, insomma.

A livello gnagna tra le fila dei parenti ce n'erano tre o quattro interessanti,  o almeno questa è stata la sensazione fino a quando non ho avuto la insana idea di attaccare bottone. Una parlava sempre di gatti, l'altra di un Galeone da tatuarsi sulla schiena e poi "mi sposo solo se trovo uno che mi paga". Andiamo bene. L'ultima che ho abbordato era la meno cerebrolesa del gruppo, sembrava quasi normale. Ma sopratutto era gnocca e mi piaceva di brutto. Altissima sui tacchi, a bordo piscina scopro che è più bassa di me di ben cinque centimetri (172). Ho trovato così la scusa per cominciare il discorso, lei abbastanza estroversa, si capisce che è una che c'ha la parlantina. E infatti rimaniamo lì a parlare per un po' ma non riesco a incanalare la discussione su qualcosa di più concreto, del tipo dove abiti, numero di telefono, quando trombiamo? Non potevo andare al sodo in maniera troppo sfacciata e rischiare di sputtanarmi, ho una reputazione da difendere, mica posso fare la figura del bavoso. Certo che anche lei però non ha mosso un dito per agevolarmi il compito, tipo che so, lo sguardo da gatta morta, la lingua sulle labbra, dammi un segnale cazzo. Vabbè, non mi meriti. Di fregne ce n'è in giro tante per cui grazie e arrivederci.


Arriva lo sposo. 


"Mark, porca troia. La Bestia non va, ha dei problemi" 

"Ah si, ho letto il messaggio. Ma cos'ha?"

"Ma che ne so,  a volte parte al primo colpo e a volte ci vuole mezz'ora. Sono passato dal mecca e mi ha detto che c'è da cambiare lo statore, la batteria e il regolatore di tensione... mi ha sparato 800 euri!"

"Ma sei fuori? Scusa, mi spieghi come cacchio fa a catafottersi tutta quella roba nello stesso momento? Ti sta ciulando, garantito al limone"

"Io faccio Marketing, non ci capisco una mazza di certe cose."

"Scusa, novello sposo, ma non ci vuole molto. Per controllare se la batteria è carica è semplice, ti serve un tester digitale, se non ce l'hai te lo impresto io, oppure puoi comprarne uno da Leroy Marlen, per controllare la tensione o fare le prove di continuità vanno bene anche quelli da 15 euro. Una volta che hai il tuo bel tester in mano, smonti la sella dalla moto e identifichi la batteria, posizioni il selezionatore del tester su 20V, prendi i puntali del tester e li appoggi sui morsetti della batteria, + rosso - nero. Se ti da una tensione di circa 12,8V la batteria è okay, tra 12 e 12,5 si può tentare di ricaricarla, sotto i 12 è morta. Per controllare il regolatore di tensione, stesso procedimento ma con il motore acceso e porti il regime a 4000 giri. Se la tensione è 14,5V (tolleranza +/- 0,5 circa) il regolatore è okay, se sale in maniera spropositata sopra i 15V il regolatore è andato, se scende sotto i 14V è probabile che lo statore è andato. Capito?"

"Si ma è meglio che gli dai un occhio tu. per me Ohm, Amper, volt, Gauss, Courvoisier sono concetti intercambiabili. Io di corrente so che se la tocchi te la prendi. So quello che serve sapere: non toccarla. E poi tanto domani partiamo per San Diego e quindi la moto non la uso. Ti lascio le chiavi."

Cioè, lui parte in viaggio di nozze e mi smolla a me le sue rogne. Ma che ci volete fare, è un amico. Con dei parenti idioti ma è un amico.


  
"Gli amici rimangono, le fighe cambiano"





 

6 commenti:

  1. Eh no.
    Hai scritto la parola magica, "marketing".
    Quello campa manipolando la gente. Se uno di voi due deve lavorare per l'altro, indovina chi sarà. Una cosa che si impara in vecchiaia è di non mettere mai alla prova gli "amici".

    Per i gatti e i tatuaggi io proporrei i campi di concentramento.

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    1. Anche se l'amicizia non dovrebbe basarsi sul "do ut des", lo faccio perchè anche lui qualche volta mi ha aiutato. Poi sul fatto che per fare marketing devi essere uno squalo, non ci piove.

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    2. Lo squalo ci mette la faccia, come si dice. Il marketing è più roba per il batterio dell'Antrace o il plasmodio della Malaria.

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    3. Comunque, in certi casi, il "troubleshooting" lo considero più un passatempo che un lavoro. Peccato che in questo periodo è proprio il tempo che mi manca...

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  2. Dei Soundgarden conosco solo Black Hole Sun, non ho mai approfondito. Chris Cornell l'ho sentito qua e là, in adolescenza, quando era uscito da solista ma ovviamente faceva roba assai diversa dalla musica creata con il gruppo di cui sopra. Sicuramente mi affascina sempre comprendere quanto nella vita tutto quello su cui i più puntano per poter ottenere una vita felice, non conti un cazzo, o meglio: non sia la parte fondamentale.
    Quindi puoi avere i milioni, il successo, una famiglia o una carriera o entrambi, la gnocca o il pisello, eppure se la tua mentalità non è quella "giusta" e non vedi il bicchiere mezzo pieno oppure hai dei tormenti interiori, non ne avrai mai basta e ti mancherà sempre qualcosa.
    Una bella differenza da quello che ti inculcano da bambino. Forse sta lì la fregatura di partenza.

    Invece a proposito di matrimoni. Di recente mi è capitato come a te, sono andata ad un matrimonio per il quale non avevo particolare interesse entusiasmo e poi invece alla fine mi sono ritrovata a pensare: "Beh dai, non male."
    Anche se continuo a non capire il senso di buttare tutti quei soldi per una festa di una singola giornata. Poi ognuno è liberissimo.

    Ecco invece il tempo investito sugli amici, sia quelli che sono tali sia quelli che si rivelano poi delle merde umane, è tempo ben investito. Se non altro perchè se in quel momento stai bene tu, chissene del resto.

    Una serie di banalità i miei commenti ai tuoi post, come sempre. Oh beh. Pazienza

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  3. la tipa, quella meno cerebrolesa, non ti ha agevolato perché a volte a noi donne basta così: riempici quei 5/10 minuti di noia di un matrimonio a bordo piscina e poi ciao.
    se ti voleva, ti prendeva eccome: le donne sono come gli uomini, trombano uguale, ma decidono loro.

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